diritti e sociale 

Divisi (anche) per la pace: tante manifestazioni diverse in piazze e tempi differenti

Alle 17:30 Cgil e Uil davanti alla Prefettura. Alle 18 a De Ferrari la manifestazione del centrosinistra che sostiene Dello Strologo, a Roma per incontri politici. Alle 20:30 Sant’Egidio a Caricamento. I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Uil Genova dichiarano insieme un’ora di sciopero, ma Cisl manifesterà sabato aderendo a un presidio per la pace in largo Pertini mentre la Fiom Cgil, per domani, ha organizzato uno sciopero di due ore e un presidio in piazza Massena

Il Partito Democratico è sceso in piazza alle 18 riempendo con gli alleati piazza De Ferrari «per non restare indifferenti di fronte a ciò che succede in Ucraina. Perché la pace è l’unica soluzione». Hanno aderito Partito Democratico Genova, Partito Democratico Liguria, Gruppo PD Regione Liguria, Linea Condivisa, Lista Sansa, Demos, Partito Socialista Italiano, Articolo Uno e Sinistra Italiana, Giovani Democratici Genova, Sinistra Universitaria Genova.

«È drammatico apprendere quanto sta accadendo in Ucraina con l’attacco su Kiev a seguito dell’invasione russa di questa mattina recita una nota del candidato sindaco del centrosinistra Ariel dello Strologo -. Proprio questa sera a Genova ci sarà il presidio per la Pace organizzato dal Pd, al quale non potrò essere presente fisicamente essendo a Roma per gli incontri politici in programma, ma proverò sicuramente a partecipare da qui alle iniziative in programma».

I partiti hanno ”prenotato” la piazza in Questura per allestire una manifestazione di tipo politico ed elettorale, mentre l’associazionismo pacifista sarebbe stato messo ai margini, e avrebbe poi abbandonando con l’amaro in bocca De Ferrari. All’interno della coalizione i “Pierini” a sinistra di questa campagna elettorale, che pur essendo un gruppo minuscolo stanno tirando per la giacchetta la coalizione, hanno aperto le danze della divisione dichiarando che non avrebbero partecipato alla manifestazione a De Ferrari e sarebbero andati al presidio Arci, Cgil, Uil, Udap, Acli, Amnesty International e comunità di San Benedetto in Largo Lanfranco. Questo per distanziarsi dal Pd che partecipa a questo Governo e dal M5S che partecipa a questo e aveva partecipato a quelli precedenti, accusati di aver finanziato negli ultimi 3 anni con 8 miliardi l’acquisto di armi.

Insomma, le due manifestazioni sono diventate “politiche” e non, indistintamente, per la popolazione ucraina. L’eterna divisione che ha portato la sinistra a perdere Genova e la Liguria.

La Camera del Lavoro ha aderito al presidio contro la Guerra convocato per oggi, alle 17:30 in Largo Lanfranco. La Cgil chiede un impegno collettivo alla comunità internazionale a
rilancio dell’azione diplomatica che ponga fine al conflitto in Ucraina: «Bisogna fermare subito l’escalation di violenza e tutelare la popolazione civile che come sempre accade in tutte le guerre è l’agnello sacrificale dei giochi di potere».
Allo stesso presidio la Uil della Liguria per condannare «l’aggressione militare russa sul territorio ucraino. Questa sera alle 17,30 la Uil Liguria sarà a Genova sotto la Prefettura per manifestare contro la guerra e per solidarizzare con lavoratrici, lavoratori e cittadini ucraini che stanno vivendo ore drammatiche e prospettive devastanti. “La speranza è che la rete diplomatica europea riesca a fermare l’escalation di violenza: per la difesa della pace e della democrazia» dichiara Mario Ghini, segretario generale del sindacato.

Sempre oggi, ma in piazza Caricamento, alle 20.30, la manifestazione di Sant’Egidio: «Di nuovo il fantasma della guerra torna ad affacciarsi in Europa – spiegano all’associazione -. Non si può accettare che nel nostro continente, già devastato nel corso del Novecento da due guerre mondiali, si possa ancora ricorrere allo strumento militare per risolvere problemi e contese. Ma non è ugualmente accettabile che la società civile resti indifferente di fronte a questa minaccia. È da troppo tempo che non si scende in piazza per la pace, lasciandola decidere solo nei palazzi. “La guerra è sempre una pazzia”, ha detto papa Francesco. Occorre mobilitarsi subito per respingere la follia e il rischio dell’aggressione armata ma scegliere con decisione la via del dialogo e della pace».
La Comunità di Sant’Egidio aveva fatto appello «a tutte le forze politiche, alle organizzazioni
sindacali e della società civile, ad unirsi a questa mobilitazione
: un raduno senza
bandiere, con la sola appartenenza della pace, per chiedere che si continui a parlare e
a negoziare e non si ricorra alle armi».

Sciopero in porto proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Uil: « A seguito dell’inizio delle azioni militari in Ucraina avvenute tra la notte e le prime ore del mattino, viste le tragiche conseguenze che ogni conflitto porta inevitabilmente alla popolazione civile, vogliamo fortemente esprimere la nostra contrarietà alla guerra – si legge in una nota dei sindacati -. Per quanto sopra
esposto le organizzazioni sindacali dichiarano: 1 ora di sciopero alla fine di ogni turno del Porto di Genova per il giorno 25 febbraio 2022. A partire dal primo turno del 25 febbraio 2022 fino al quarto turno compreso».

Cisl Genova aderisce, invece, alla manifestazione di sabato 26 febbraio, in Largo Pertini, a partire dalle 16.30 per dire «No alla guerra: né in Ucraina, né altrove».

Related posts